About GBT

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Un background di pubblicitario e di uomo di comunicazione, una passione per il fumetto, e un’idea originale, sperimentata a livello personale dipingendo per anni per se stesso.
Da questo nasce l’arte di Giovanni B. Tresso, che rielabora la lunga tradizione del ritratto, alla luce di stili e tecniche attuali, ed in linea con gusto ed estetica contemporanei.
L’immagine parte da una foto che lui stesso realizza, che viene rielaborata graficamente per essere trasposta su tela e dipinta a colore acrilico, utilizzando solo due tonalità, in contrasto tra loro. Il colore è denso e la pennellata evidente, e il quadro acquista così una forte matericità. Un deciso impatto emozionale ed estetico viene dalla dimensione delle opere, che trovano la giusta espressività nella grande dimensione.

«Tutti desideriamo vederci ritratti, e rappresentare noi stessi nel luogo che abitiamo. Sia la casa come il posto di lavoro. Lo facciamo anche con le foto, che possono essere di maggiore o minore valore artistico, ma hanno sempre un importante significato emotivo e personale».
Un dipinto è qualcosa in più: non è ripetibile, come ormai lo sono le foto, conserva la cifra artistica dell’autore, e ha la capacità di fissare un viso senza tempo, poiché coglie i tratti essenziali dell’espressione. L’artista segue infatti uno stile astratto, che punta smaterializzare il volto, rendendolo riconoscibile attraverso il contrasto in chiaro-scuro.
Il lavoro di artista non si disgiunge mai da quello del comunicatore. Nel ritrarre la persona, Giovanni punta ad identificarne il carattere, attraverso gli elementi prioritari dell’espressione. Molto spesso lo sguardo e il sorriso, ma per qualcuno i capelli, una fossetta, o persino gli occhiali.
«Ogni sguardo, ogni volto è unico – prosegue Giovanni. Dalla foto io cerco di cogliere questa unicità. Ricavo i tratti essenziali della persona che ne trasmettono anche lo spirito, la cifra fondamentale. Per questo il mio lavoro, una volta terminato, è un elemento in cui la persona ritratta si riconosce, e diventa uno strumento di espressione, un suo modo di comunicare attraverso la propria immagine.»

Si tratta, in ogni caso, di un’interpretazione che l’artista offre del soggetto, un suo punto di osservazione da cui individua gli elementi che lo definiscono. Per questo Giovanni cerca di conoscere le persone, di coglierne il carattere, la cifra predominante.
Per farlo, realizza in prima persona anche gli scatti fotografici che saranno la partenza del lavoro.
«Faccio moltissimi scatti, per riuscire a cogliere quell’espressione, quell’istante in cui si manifesta qualcosa di davvero significativo della persona. Cerco di passare un po’ di tempo con il mio “soggetto”, in modo da familiarizzare con il suo modo di essere, con il suo volto. Non si tratta mai di un servizio fotografico da studio di posa, per molti motivi. Innanzitutto, la persona normalmente non è abituata a posare, e quindi è innaturale. Lo scatto “buono” per me deve essere spontaneo, come quando non ci si rende conto di essere osservati».